Cinquantasei anni sul palco non si dimenticano, eppure Ian Hill ha scelto di fermarsi. Il bassista storico dei Judas Priest, presente fin dalle origini nel 1966, ha deciso di lasciare la band. A pesare sono stati i dolori fisici, ma soprattutto la voglia di stare vicino alla famiglia, rimasta troppo a lungo in secondo piano. Questo addio chiude un lungo capitolo nella storia dell’heavy metal britannico e apre la strada a una nuova fase per la formazione del gruppo.
La salute ha messo un freno a Ian Hill
Gli ultimi anni non sono stati facili per Hill. L’artrite, che lo ha colpito in modo debilitante, ha reso sempre più complicato suonare il basso con la solita energia e precisione. A peggiorare le cose, un infortunio alla spalla che gli ha limitato i movimenti e causato dolori continui. Davanti a queste difficoltà, Ian non ha avuto molte scelte se non fermarsi e mettere in pausa la sua carriera live.
Hill ha spiegato chiaramente che la sua salute era diventata un ostacolo troppo grande per sostenere la fatica di esibirsi su un palco, dove serve sempre la massima intensità. Nonostante la voglia di andare avanti, il corpo ha dato segnali chiari, imponendo una decisione inevitabile. Un promemoria che anche le leggende del rock devono fare i conti con i limiti del fisico e con problemi che possono cambiare le carte in tavola.
Famiglia prima di tutto: il peso degli anni lontano dai propri cari
Oltre ai problemi di salute, Hill ha raccontato che a spingere verso questa scelta è stato anche un motivo profondamente umano. Dopo cinquant’anni di tour interminabili e impegni incessanti, il bassista ha ammesso di aver trascurato la famiglia. Le assenze, le rinunce e la stanchezza erano diventate la norma. Ora sente l’urgenza di recuperare il tempo perso, quello che ha sacrificato per la musica.
Dietro questo addio c’è la storia di un uomo che, dopo decenni di carriera intensa, vuole voltare pagina anche nella vita privata. Il prezzo pagato è stato alto: relazioni compromesse, momenti perduti. Il suo messaggio è chiaro: è tempo di trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia, una sfida che arriva forse un po’ tardi, ma che ora è indispensabile.
Davey Rimmer degli Uriah Heep prende il posto di Hill
Per le prossime date del tour, i Judas Priest hanno scelto Davey Rimmer, bassista degli Uriah Heep, come sostituto temporaneo di Ian Hill. Rimmer porta con sé esperienza e la capacità di inserirsi in un gruppo dal sound ben definito senza snaturarne l’essenza.
Questa scelta segue una tradizione consolidata nel rock britannico, dove musicisti di lungo corso si danno il cambio per mantenere alta la qualità dei live. La presenza di Rimmer dovrebbe garantire ai fan uno spettacolo fedele al repertorio classico dei Judas Priest, anche senza uno dei membri fondatori.
Un passaggio delicato per la band, chiamata a dimostrare che può andare avanti nonostante i cambiamenti. Rimmer non sarà solo un sostituto tecnico, ma un elemento chiave per mantenere viva l’energia e il suono potente che da sempre definiscono i Judas Priest nel panorama mondiale.