Le immagini non dicono tutto, ma tutto raccontano, diceva Luigi Ghirri. A Bologna, questa frase prende vita al MAMbo con “Verso la foce”, una mostra che si fa più di una semplice esposizione. Fino al 4 ottobre, 81 fotografie, documentari e materiali d’archivio creano un dialogo serrato tra il fotografo e Gianni Celati, scrittore e critico dalla penna sottile. Non è solo uno sguardo sulle loro opere, ma un viaggio dentro un’amicizia complessa, fatta di pause, sfumature e un’attenzione profonda al paesaggio e al quotidiano che li unisce. Qui, immagini e parole si intrecciano come pagine di un racconto unico, che sfida il modo in cui guardiamo e leggiamo il mondo.
Luigi Ghirri: paesaggi e memoria in uno scatto
Luigi Ghirri è una figura chiave della fotografia italiana del Novecento. Ha sempre cercato, nel quotidiano più banale, un senso più profondo. Le sue foto non colpiscono subito, ma insinuano un tempo sospeso. Ogni immagine sembra catturare qualcosa di semplice — una strada vuota, un cartello stradale, un interno — e trasformarlo in un enigma visivo che spinge a riflettere su come osserviamo il mondo. Ghirri ha sempre rifiutato il paesaggio stereotipato, scrivendo con la luce piccoli poemi sulla relazione tra realtà e rappresentazione.
Al MAMbo sono esposte molte delle sue fotografie più emblematiche. La selezione mostra la sua costante ricerca: catturare ciò che sfugge attraverso colori morbidi e composizioni calibrate. Dalle sue immagini emerge un’aria malinconica, quasi nostalgica, di un’Italia popolare, concreta e allo stesso tempo rarefatta. Le fotografie diventano spazi di meditazione, dove lo sguardo si perde nel dettaglio, nell’imperfetto, nelle regole non dette del senso.
Gianni Celati: parole che si intrecciano con le immagini
Gianni Celati ha spesso accompagnato il lavoro di Ghirri con i suoi testi critici e narrativi. Scrittore, traduttore e critico, ha sviluppato una scrittura che oscilla tra ironia sottile e osservazione sociale, capace di penetrare situazioni apparentemente banali e scoprirne la profondità. Celati non si limita a commentare le foto di Ghirri, ma fa delle sue parole parte integrante dell’esperienza visiva.
Nel percorso della mostra si trovano lettere, appunti e saggi di Celati che offrono chiavi di lettura fondamentali. Il suo testo si avvicina spesso a una prosa poetica, dove la descrizione di luoghi e persone fa da eco alle immagini. Questo scambio tra scrittura e fotografia è al centro della mostra: non si racconta una storia a senso unico, ma si moltiplicano i punti di vista, arricchendo l’esperienza di chi osserva.
Un racconto a più voci tra immagini, film e documentari
“Verso la foce” non è una mostra tradizionale. Accanto alle fotografie ci sono documentari e materiali cinematografici che approfondiscono il legame tra Ghirri e Celati, il loro modo di abitare paesaggi, città e provincia. Questi contenuti multimediali offrono uno sguardo sulla vita quotidiana dei due artisti e sui loro processi creativi, raccontati attraverso incontri, scambi e complicità intellettuale.
Filmati e video mostrano viaggi, pause e conversazioni, svelando un lato più intimo e quotidiano. Il pubblico può così seguire la nascita delle idee e la definizione di un’estetica condivisa, percependo la profondità del loro legame tra fotografia, scrittura e immaginazione. La mostra invita a camminare verso una “foce” che non è solo geografica, ma anche spirituale, un punto dove tanti elementi si incontrano e si fondono, lasciando aperto un senso che non si chiude mai del tutto.
Il MAMbo, motore della cultura contemporanea bolognese
Il Museo d’Arte Moderna di Bologna conferma il suo ruolo centrale nella promozione di progetti che uniscono arte visiva e letteratura. Ospitare “Verso la foce” è una scelta di peso: la mostra fa riflettere su due protagonisti della cultura italiana, raccontati in modo originale e coinvolgente. Il MAMbo diventa così cassa di risonanza per un’indagine sull’identità visiva e letteraria, che parla di territori e memorie.
Questo progetto dimostra l’impegno del museo nel connettere passato e presente, offrendo spazi dove la cultura si vive in modi diversi. Iniziative come questa mostrano come l’arte contemporanea possa radicarsi nel locale senza perdere lo sguardo sul mondo, attirando visitatori attenti non solo all’estetica, ma anche alle storie dietro le immagini.
Una mostra per capire il legame tra fotografia e parola
La forza di “Verso la foce” sta nel mostrare quanto le immagini di Ghirri e le parole di Celati aprano spazi di riflessione sul modo in cui percepiamo il mondo. Non sono opere da guardare distrattamente, ma testi visivi e scritti da abitare con calma e curiosità. La mostra invita a fermarsi, prendersi il tempo per vedere e leggere, per scoprire come amicizia e collaborazione abbiano dato vita a un’opera collettiva.
Chi visita si confronta con una narrazione fatta di silenzi, dettagli, pause, dove l’immagine non chiude mai un discorso e il testo non dice tutto. È uno spazio aperto, ricco di suggestioni, che restituisce l’idea di un’Italia piena di contraddizioni ma anche di una bellezza profonda, svelata da occhi attenti e parole che non tradiscono. “Verso la foce” è un’occasione rara per immergersi nella storia di due protagonisti della cultura italiana contemporanea.