Robert De Niro a Roma: presenta il restauro del capolavoro ‘Novecento’ di Bertolucci a 50 anni dall’uscita

Redazione

Luglio 11, 2026

Robert De Niro è tornato a Roma, e questa volta lo fa con un motivo che parla di cinema e memoria. In una calda serata d’estate, l’attore si è presentato a San Cosimato per celebrare il restauro del primo atto di “Novecento”, l’epico capolavoro di Bernardo Bertolucci che compie cinquant’anni. Non è solo una proiezione: è un tuffo nella storia del cinema, un evento che chiude in bellezza l’edizione estiva di Cinema in Piazza, la rassegna che da tempo accende le notti romane con film sotto le stelle. Una serata che unisce pubblico e città, arte e ricordo.

“Novecento”: il restauro che fa rivivere un classico del cinema italiano

Un tuffo nel passato realizzato con passione, attenzione e tecnologie moderne. “Novecento”, il film di Bernardo Bertolucci uscito nel 1976, è famoso per la sua trama complessa e per la ricchezza delle immagini. Ora, dopo un lungo lavoro di restauro, la pellicola si mostra in una veste nuova, fedele all’idea originale del regista. Il restauro riguarda il primo atto, la parte che racconta le vite intrecciate di Giuseppe e Alfredo, simboli delle tensioni sociali e politiche dell’Italia del Novecento.

Il lavoro ha cancellato i segni del tempo: via graffi, scoloriture e imperfezioni dell’immagine. Anche l’audio è stato migliorato, per offrire al pubblico un’esperienza più coinvolgente, più vicina all’originale. Questo intervento non è solo tecnico, ma un vero e proprio gesto culturale: conservare e valorizzare un film così importante significa proteggere un pezzo fondamentale della memoria storica e artistica del cinema italiano. Vederlo presentato alla presenza di Robert De Niro ha reso l’evento ancora più memorabile, sottolineando il ruolo fondamentale dell’attore nella pellicola.

San Cosimato, cuore pulsante dell’estate romana, ospita De Niro e Cinema in Piazza

La scelta di San Cosimato non è casuale. Questa piazza nel cuore di Trastevere è ormai un punto fermo della cultura romana, soprattutto d’estate. Qui si chiude la rassegna Cinema in Piazza, che porta sul grande schermo all’aperto film d’autore e offre un luogo di incontro per residenti e turisti. L’edizione 2024 ha proposto un calendario ricco, ma la serata con Robert De Niro ha attirato un pubblico particolarmente numeroso.

La presenza di De Niro ha coinvolto una platea variegata: cinefili, curiosi e appassionati di cinema classico. L’attore ha introdotto il primo atto restaurato di “Novecento”, raccontando al pubblico retroscena e aneddoti legati al film. Un’occasione rara per confrontarsi direttamente con uno dei volti più importanti della storia del cinema mondiale. San Cosimato si è trasformata così in un palcoscenico vivo, dove passato e presente del cinema si sono incontrati in una serata dedicata all’arte e alla memoria.

“Novecento”, un affresco dell’Italia del secolo scorso e il peso del ruolo di De Niro

“Novecento” è un’epopea della storia italiana, vista attraverso gli occhi di due uomini nati lo stesso giorno ma appartenenti a classi sociali opposte. L’opera di Bertolucci mescola arte visiva, musica e racconto politico, tracciando un quadro intenso e profondo del Novecento. Robert De Niro interpreta Alfredo, un personaggio al centro di drammi familiari e sociali, che riflette le contraddizioni di un’Italia in trasformazione.

Il suo impegno nel ruolo ha dato vita a un film che ancora oggi si studia e si celebra. La sua presenza a Roma ha messo in luce un aspetto spesso sottovalutato: conservare il cinema non è solo questione tecnica, ma un lavoro fondamentale per mantenere vivo un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni. In un’epoca di grandi cambiamenti per il cinema, iniziative come questa riportano il pubblico alle origini, facendo rivivere emozioni e storie che resistono alla prova del tempo.

Il restauro presentato davanti all’attore ha un valore simbolico forte. Riporta in vita non solo un film, ma un pezzo di cultura collettiva, di impegno artistico e sociale. Per Roma e per tutti gli appassionati, quella sera a San Cosimato resterà un ricordo vivido, un ponte tra passato e futuro, tra arte e pubblico.

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