Stefano De Martino svela il suo primo Sanremo: 24 big, AI, Måneskin e voto più deciso del pubblico

Redazione

Settembre 21, 2026

Sanremo cambia pelle. Lo ha detto Stefano De Martino, al suo debutto come direttore artistico. La 74ª edizione si presenta con una novità che salta subito all’occhio: 24 big in gara, un numero più ampio rispetto al passato. Ma non è solo una questione di quantità. Il voto, infatti, darà più potere al pubblico da casa, una mossa pensata per rendere il Festival più coinvolgente e meno prevedibile.

De Martino vuole un Sanremo meno ingessato, più pop, quasi una festa. L’uso di tecnologie come l’auto-tune e persino l’intelligenza artificiale punta a modernizzare senza snaturare. Il programma si articola su tre gare parallele, con ospiti internazionali e una regia attenta a evitare serate infinite. Un equilibrio delicato, tra emergenti e star affermate, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione fino all’ultimo minuto.

Tre gare e 24 big: il nuovo volto di Sanremo

Al centro del Festival ci saranno 24 artisti. Ma non è più solo una gara unica: De Martino ha deciso di dividerla in tre competizioni contemporanee. Così si dà spazio a generi diversi e si valorizzano sia i big della musica italiana sia proposte più fresche e sperimentali.

Questa scelta trasforma Sanremo in un palcoscenico più vario, dove ogni cantante si gioca la sua partita secondo regole proprie. Non si cerca più soltanto il vincitore assoluto, ma si premiano le diverse qualità, dando più spazio alla meritocrazia e catturando un pubblico più ampio.

Le esibizioni avranno più tempo, con spazi dedicati anche a showcase e ospiti da fuori Italia. Ogni serata sarà pensata per tenere alto il ritmo, senza momenti morti o cali di attenzione.

Il voto del pubblico prende peso

Una delle novità più attese riguarda il sistema di votazione. De Martino ha annunciato che il voto popolare avrà un peso maggiore rispetto al passato, per rendere più reale e partecipato il risultato finale.

Il pubblico potrà votare soprattutto attraverso piattaforme digitali, così da coinvolgere tutte le età con un metodo semplice e trasparente. Chi segue il Festival in tv o online avrà quindi un ruolo più decisivo nel determinare la classifica.

La giuria tecnica manterrà il suo spazio, ma sarà affiancata da questo voto più ampio del pubblico, in modo da bilanciare giudizi professionali e preferenze popolari. L’obiettivo è evitare squilibri e garantire un risultato equilibrato e condiviso.

Tecnologia e spettacolo: auto-tune e intelligenza artificiale in scena

Non mancano le novità tecnologiche. De Martino ha spiegato che l’auto-tune, ormai diffuso nella musica di oggi, sarà usato con moderazione per migliorare le voci senza snaturare le performance.

La vera sorpresa è l’arrivo ufficiale dell’intelligenza artificiale, che darà una mano alla regia e alla creatività, per esempio con effetti visivi e arrangiamenti sonori. L’idea è offrire uno spettacolo immersivo, che rispetti la tradizione ma la rinnovi con strumenti moderni.

Questa miscela di tecnologia e arte punta a creare momenti unici, capaci di attirare anche un pubblico internazionale, grazie anche agli ospiti di calibro mondiale.

Orari fissi e gestione rigorosa: Sanremo non si farà tirare per le lunghe

De Martino ha messo subito in chiaro una cosa: niente serate infinite. Ogni appuntamento finirà tassativamente entro l’una di notte, per rispetto del pubblico e delle esigenze televisive.

Questo significa serate scandite da tempi precisi, senza possibilità di prolungamenti. Ogni segmento dovrà rispettare i limiti previsti.

Anche le pause tra un’esibizione e l’altra saranno controllate con attenzione, così da mantenere un ritmo serrato e coinvolgente. L’obiettivo è offrire uno spettacolo di qualità, senza cali o momenti vuoti, per chi è in sala e per chi segue da casa.

Sanremo si presenta così come un evento che punta a rinnovarsi senza perdere la sua anima, una sfida importante per De Martino e la sua squadra, che l’anno prossimo saranno sotto i riflettori più che mai.