100 anni fa il primo sorvolo del Polo Nord con il dirigibile Norge di Amundsen e Nobile

Redazione

Maggio 12, 2026

Era l’estate del 1926 quando, sopra il bianco infinito dell’Artico, il dirigibile Norge prese il volo dalle Svalbard. A bordo, due uomini che avevano già scritto pagine gloriose nelle esplorazioni polari: Roald Amundsen, il leggendario navigatore norvegese, e Umberto Nobile, ingegnere e pilota italiano dal coraggio fuori dal comune. Non si trattava di una semplice traversata. Quel viaggio cambiò per sempre il modo di raggiungere il Polo Nord. Non più camminando, né con le slitte, ma volando in mezzo a condizioni durissime, tra tensioni e pericoli che pochi avrebbero osato affrontare.

Dietro le quinte della spedizione artica del 1926

L’idea di sorvolare il Polo Nord con un dirigibile nacque in un’epoca in cui la competizione scientifica e geopolitica era alle stelle. Umberto Nobile, esperto progettista di dirigibili, mise a punto il Norge, un gigante lungo più di cento metri, leggero ma robusto, capace di resistere alle condizioni estreme del Grande Nord. Il velivolo fu costruito in Italia e poi trasportato in Norvegia, pronto per la sfida.

Roald Amundsen, che cinque anni prima aveva conquistato il Polo Sud, rappresentava la guida esperta e carismatica per una spedizione così ambiziosa. Con loro c’erano anche il giornalista Lincoln Ellsworth e il navigatore Oscar Wisting, entrambi con esperienza in ambienti polari. La partenza avvenne da Ny-Ålesund, sulle isole Svalbard, una base ideale per tentare la traversata.

Il volo verso il Polo Nord: cronaca di un’impresa

L’11 maggio 1926 il Norge si staccò da terra, spinto da motori potenti e dalla speranza di compiere qualcosa di unico. La rotta era chiara: partire dalle Svalbard, passare sopra il Polo Nord e raggiungere l’Alaska. Ma il viaggio non fu una passeggiata. Venti forti, temperature sotto zero e nebbia fitta misero a dura prova il dirigibile e l’equipaggio.

La gestione dell’altitudine, il controllo dei gas di sollevamento e la comunicazione continua tra i membri dell’equipaggio erano vitali. Nobile seguiva da vicino la conduzione tecnica del mezzo, mentre Amundsen pensava alla strategia e a come affrontare gli imprevisti. Quando il Norge sorvolò il Polo, a circa 90° nord, raggiunse un traguardo mai toccato prima in volo.

Il successo fu confermato da diverse rilevazioni scientifiche raccolte durante il viaggio e da fotografie che testimoniavano l’impresa. Il 14 maggio il dirigibile toccò terra a Teller, in Alaska, dopo circa 4.300 chilometri percorsi in poco più di 72 ore.

Il valore storico della spedizione Norge

La traversata del Norge segnò una svolta nelle esplorazioni polari. Non fu solo un successo tecnico, ma un cambio di prospettiva: per la prima volta il Polo Nord fu attraversato in volo, aprendo la strada a nuove esplorazioni scientifiche e a spedizioni meno legate alla fatica del viaggio via terra. Quel volo dimostrò anche che i dirigibili potevano reggere condizioni estreme, anticipando sviluppi futuri nel trasporto e nella ricerca.

Umberto Nobile guadagnò fama mondiale, anche se negli anni a seguire alcune polemiche riguardarono il suo ruolo nelle missioni artiche. Amundsen, invece, confermò il suo status di eroe delle spedizioni polari. L’impresa attirò l’attenzione di governi, scienziati e media, rilanciando l’interesse per la cartografia e lo studio dell’Artide.

Oggi la spedizione del Norge resta un punto di riferimento nella storia delle grandi avventure del primo Novecento. È la prova di come coraggio, tecnologia e determinazione possano spingere l’uomo oltre i confini conosciuti.

Change privacy settings
×