Giornata internazionale dell’underdog: cos’è e perché si celebra?

Oggi è la giornata internazionale dedicata ai “perdenti”, scopriamo perchè è stata istituita e che valore ha per le persone

Underdog è un termine inglese che arriva direttamente dal mondo dello sport, e si utilizza per indicare un atleta o una squadra, dati per sfavoriti in una partita. Eppure, per quanto sfavorito, l’underdgog ha sempre una possibilità di vincere e stupire così chi non credeva nelle sue potenzialità.

In questo, caso l’underdog ha vinto una giornata in suo onore, che cade ogni terzo venerdì di dicembre.

Scopriamo perché è nato questo giorno e cosa significa davvero essere un underdog.

Da dove deriva il termine underdog?

Questa parola è stata inventata nella prima metà del XIX secolo, precisamente rientra nel gergo navale dell’epoca. Infatti, le navi in legno venivano costruite con assi chiamate “cani” (da qui dog). Questi cani di legno venivano posizionati su una fossa per essere segati. Una persona stava sopra per poter tagliare, mentre l’altra stava sotto l’asse in mezzo a trucioli e segatura (non esattamente una location paradisiaca), ed eccolo qui l’underdog: colui che doveva stare sotto l’asse tra detriti di legno e polvere.

Ad oggi, il termine indica eroi non celebrati, persone che hanno lavorato senza aver ricevuto compensi, sportivi sfavoriti o comunque persone che, nonostante il loro impegno, non riescono ad arrivare dove meritano.

Storia della giornata internazionale dell’underdog

L’Underdog Day è stato istituito nel 1976 da Peter Moeller per celebrare e supportare lo sfavorito, ovvero qualcuno che per l’opinione comune, è destinato a fallire. Eppure, non è forse vero che in molte storie è proprio l’underdog a riscattarsi e diventare l’eroe? Basti pensare al mito di Davide e Golia, dove lo sfavorito Davide, un semplice pastore, uccide il temibile gigante Golia. Probabilmente nessuno avrebbe scommesso a suo favore, eppure ce l’ha fatta lo stesso.

Questo amore per gli sfavoriti, quindi, fa parte dell’essere umano fin dai tempi della Bibbia.

 Gli underdogs che non ti aspettavi

Ora che abbiamo capito di più sulla figura dell’underdog e sull’importanza della sua giornata, facciamo qualche esempio tratto dalla vita reale e dal mondo del cinema e della musica. Le storie di queste persone e personaggi potrebbero sorprenderti e farti capire che, in fondo, siamo tutti un po’ underdog.

Dalla vita reale…

Sylvester Stallone: italo-americano, figlio di un parrucchiere emigrato siciliano, nasce con una paralisi del lato sinsitro del volto. I genitori sono divorziati e a livello economico la sua famiglia non se la passa bene. Sylvester però ottiene una borsa di studio per meriti sportivi ed entra alla University of Miami. Pur essendo un abile scrittore di sceneggiature, non ottiene successo e non viene preso sul serio. Nonostante questo, non si perde d’animo: scrive la sceneggiatura di Rocky e convince due produttori a trasformarla in un film. Il resto è storia.

Sylvester Stallone vestito elegante che saluta
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Ed Sheeran: a soli 16 anni il famoso cantante dei capelli rossi, ha deciso di credere nel suo sogno e si è trasferito a Londra per studiare musica. Ma Ed non aveva abbastanza soldi per pagare l’affitto, così molto spesso dormiva per strada o sui treni della metro. La sua unica fonte di sostentamento erano le sue piccole esibizioni nei locali o in mezzo alla strada. Eppure, è chiaro che Ed ha fatto proprio bene a credere nei suoi sogni, infatti, ad oggi è una vera leggenda della musica e vanta la bellezza di 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.

Eminem: nato nel Missouri e abbandonato dal padre a pochi mesi di vita, Eminem ha vissuto con sua madre in uno stato di assoluta povertà. Dopo aver girato di città in città, il rapper si è trasferito con la madre in una roulotte sulla 8 Mile Road di Detroit, da cui l’omonimo film che racconta la sua storia.

Quegli anni per Eminem sono stati un inferno: dal non avere i soldi per mangiare ai pestaggi che subiva sia nel suo quartiere che a scuola, non aveva mai pace. A 12 anni un compagno lo picchiò talmente forte da farlo andare in coma per 10 giorni. Ma quella rabbia e quel dolore hanno trovato sfogo nei suoi testi e ad oggi Marshall Mathers, vero nome del cantante, non solo ha vinto la bellezza di sei dischi di diamante, ma si può dire che abbia scritto un capitolo indelebile della storia del rap.

Eminem canta sul palco
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ai film che hanno fatto la storia

Spider Man: il protagonista, Peter Parker, è un giovane studente rimasto orfano da bambino, che per guadagnare qualche soldo lavora come fotografo. A vederlo sembrerebbe un ragazzo semplice dall’animo un po’ nerd , finché un giorno il morso di un ragno cambia per sempre la sua vita, trasformandolo da underdog al supereroe che tutti noi conosciamo e amiamo.

Captain America: ambientato durante la seconda guerra mondiale, il film racconta di Steve Rogers, un ragazzo di Brooklyn gracile e asmatico che viene più volte respinto dall’esercito proprio per la sua statura e i suoi problemi di salute. Per quanto Steve provi ad arruolarsi la risposta è sempre la stessa, finché uno scienziato tedesco, a capo di un progetto militare segreto, decide di credere in lui e di trasformarlo in un super-soldato.

Harry Potter: rimasto orfano di padre e madre, Harry pensa di non avere un posto del mondo e gli zii con cui vive non fanno altro che considerarlo un emarginato, rinchiudendolo in un sottoscala e trattandolo come se non esistesse. Eppure Harry scopre di essere molto più di quello che credeva, scopre di essere un mago e di essere destinato a grandi cose, tra cui salvare l’intero Mondo dei Maghi e l’umanità dall’ascesa di Voldemort, un mago oscuro e potente. Niente male per un ragazzino pelle-ossa sottovalutato da tutti.

Se ce l’hanno fatta loro, c’è speranza per tutti. Ed è proprio questo il messaggio che si nasconde dietro alla figura dell’underdog e che si celebra proprio oggi. Ovvero l’idea che ognuno di noi è l’artefice del proprio destino, e per quanto possiamo sembrare sfavoriti agli occhi del mondo, abbiamo il potere di redimerci e di cambiare il nostro futuro vincendo nella partita più importante: la vita.

Per concludere, ecco le parole della canzone Underdog di Alicia Keys, la colonna perfetta per celebrare questa giornata:

I sing a song for the hustlers trading at the bus stop
Single mothers waiting on a cheque to come
Young teachers, student doctors
Sons on the frontline knowing they don’t get to run
This goes out to the underdog
Keep on keeping at what you love
You’ll find that someday soon enough
You will rise up, rise up, yeah

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