Gli alieni? Secondo un’astrofisica esistono, ma sono delle amebe

Le condizioni presenti sui pianeti diversi dalla Terra che ospitano forme di vita potrebbero non essere compatibili con delle sembianze antropomorfe

La figura dell’alieno è così radicata nella cultura popolare che ormai un po’ tutte le persone hanno un’idea precisa di quale dovrebbe essere l’aspetto degli extraterrestri. Anni di film, serie tv, libri e videogiochi hanno contribuito a rafforzare una certa immagine del visitatore da un altro mondo, che quasi sempre è antropomorfo, con fattezze comprensibili a occhi umani. I classici “Grigi”, per esempio, hanno due braccia e due gambe, camminano eretti e hanno un volto riconoscibile. Certo, i loro occhi hanno una forma diversa rispetto a qualsiasi essere umano e la loro pelle ha una sfumatura che non ha eguali sulla Terra, ma per il resto non sono poi delle creature così strane.

Per quanto necessaria nell’ambito cinematografico e televisivo, dov’è più facile ed economico far indossare un costume a un attore rispetto a creare dal nulla una creatura in computer grafica, la rappresentazione antropomorfa degli alieni non è la più verosimile dal punto di vista scientifico. Dopotutto si parla di esseri viventi nati su pianeti potenzialmente molto diversi dalla Terra, dove potrebbero essere necessarie delle caratteristiche fisiche diverse per sopravvivere. È di questo avviso Eva Villaver, direttrice dell’ufficio Spazio e Società dell’Agenzia Spaziale Spagnola, che nel corso della conferenza di chiusura del congresso internazionale su Astronomia, Universo e Società alla Fiera Internazionale del Libro (FIL) di Guadalajara ha condiviso una sua ipotesi sulle possibili fattezze delle forme di vita extraterrestri.

Le ipotesi di Villaver sull’aspetto degli alieni

Secondo Villaver gli alieni possono esistere, ma con un aspetto molto diverso da quello proposto in innumerevoli opere di fantascienza. L’astrofisica ipotizza che potrebbero essere organismi unicellulari, come batteri e lieviti, ossia esseri viventi che svolgono tutte le funzioni vitali in una sola cellula. È probabile, infatti, che sui pianeti diversi dalla Terra ci sia stata un’evoluzione diversa della vita.

Un'ameba
Photo by Picturepest licensed under CC BY 2.0 DEED (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en)

D’altronde, per tantissimi anni anche sul nostro pianeta sono state le creature microscopiche a proliferare. “Probabilmente gli esseri viventi che potremmo scoprire là fuori assomiglierebbero più a un’ameba che a noi, perché se si guarda alla vita sul nostro pianeta, la maggior parte di essa è stata microscopica”, ha spiegato Villaver. “Gli esseri macroscopici sono apparsi molto tardi nella storia del nostro pianeta”, ha aggiunto.

Pensare a degli alieni antropomorfi è “una mancanza di immaginazione”

Di fronte a queste premesse, la scienziata ritiene improbabile il rinvenimento di forme di vita extraterrestri caratterizzate dallo stesso livello di complessità e intelligenza degli esseri umani. Ha definito una “mancanza di immaginazione” credere in alieni con organi di senso riconoscibili e un intelletto sviluppato. Dopotutto, la vita può assumere tante forme diverse e non è detto che delle sembianze antropomorfe rappresentino un vantaggio evolutivo su ogni pianeta esistente.

Villaver ritiene che ci siano delle prove in grado di dimostrare in modo inequivocabile la presenza di forme di vita evolute su pianeti diversi dalla Terra, tuttavia finora l’uomo non ha ancora sviluppato la capacità di viaggiare così lontano per ottenerle. “Non c’è nulla là fuori che ci dica che quel che è successo qui non possa accadere da qualche altra parte nell’universo, ma non siamo ancora in grado di raggiungere uno di questi luoghi”, ha spiegato.

La priorità attuale è un’altra

Poiché per il momento non è possibile verificare con assoluta certezza l’esistenza di altri pianeti abitabili (che nella stragrande maggioranza dei casi sarebbero comunque impossibili da raggiungere in tempi utili), l’astrofisica ritiene che gli esseri umani debbano concentrarsi sulla Terra e prendersene cura il più possibili. “Non c’è un piano B: o ci occupiamo del nostro pianeta o saremo condannati alla distruzione. La vita è molto più sensata degli esseri umani”, ha dichiarato Villaver.

Insomma, per quanto gli alieni possano essere affascinanti, al momento la priorità è risolvere problemi come l’inquinamento e il cambiamento climatico, che minacciano la vita dell’uomo sulla Terra e potrebbero rendere impossibile alla razza umana sopravvivere abbastanza a lungo da incontrare delle forme di vita extraterrestri o colonizzare un altro mondo.

Gestione cookie