Lilly Wachowski denuncia: nessuno studio finanzia il suo film con cast interamente trans

Redazione

Agosto 14, 2026

«Non avrei mai immaginato di dover combattere ancora su questo fronte», ha detto Lilly Wachowski, con una punta di amarezza. La regista, che ha rivoluzionato il cinema con saghe entrate nella leggenda, si trova ora di fronte a un muro. Il suo nuovo film, The Hunted, non trova appoggio negli Stati Uniti. Il motivo è chiaro e netto: uno studio ha rifiutato di finanziarlo perché il cast è composto interamente da attori transgender. In un momento in cui il Paese è diviso e il dibattito sull’identità di genere si fa sempre più acceso, le resistenze – culturali e politiche – si rivelano ancora insormontabili.

Un film tutto trans: la scommessa di Lilly Wachowski

The Hunted è il progetto che Lilly ha scritto e sviluppato per portare sul grande schermo storie e volti della comunità trans. Non è solo un film, ma un tentativo di dare spazio autentico a voci raramente ascoltate e spesso messe ai margini. La scelta di un cast interamente transgender è stata una dichiarazione di coraggio e di intenti. Però, dall’altra parte, i produttori non hanno mostrato entusiasmo. Anzi, la risposta degli studios più importanti è stata fredda, quasi respingente.

La sceneggiatura è pronta, ma mancano i fondi per partire con la produzione. Questo blocco racconta una realtà più ampia: in un momento di forti tensioni sociali e culturali, trovare sostegno è diventato una sfida difficile.

Gli Stati Uniti oggi: un clima politico che frena il cinema trans

Il no agli investimenti in The Hunted arriva in un momento politico delicatissimo negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, diversi stati hanno varato leggi che limitano i diritti e la visibilità delle persone transgender. Questo clima “anti-trans” ha un impatto diretto anche sull’industria del cinema e della tv. Molte case di produzione, sotto pressione dall’opinione pubblica e da gruppi conservatori, preferiscono evitare progetti che potrebbero creare polemiche.

Lilly Wachowski ha parlato chiaramente di questa situazione, spiegando che la sua esperienza personale è solo la punta di un iceberg. Finanziamenti a film con protagonisti trans sono considerati troppo rischiosi. Questa reticenza blocca registi e attori che vogliono raccontare storie più vere e inclusive.

Perché The Hunted sarebbe importante oggi

In un momento storico come questo, con il dibattito sui diritti civili più acceso che mai, The Hunted avrebbe potuto segnare una svolta nel cinema. Un film con un cast tutto transgender avrebbe dato visibilità e normalità a una comunità spesso invisibile. Non si tratta di un gesto simbolico, ma di raccontare esperienze reali e sfumature culturali che le grandi produzioni tendono a ignorare.

Il rifiuto dell’industria non è solo una perdita sul piano economico o artistico. Significa anche negare a un pubblico più ampio la possibilità di confrontarsi con storie diverse, relegandole a nicchie troppo ristrette. Per una regista come Wachowski, questo muro è la prova di quanto le tensioni sociali siano ancora forti e di come certi gruppi mantengano un potere che limita la libertà creativa.

Negli Stati Uniti, la lotta per conquistare spazio e visibilità per le persone transgender è ancora lunga. Progetti come The Hunted restano al centro di un confronto che va ben oltre il cinema.