Processo D4vd: in aula prove schiaccianti tra foto choc, video polizia e messaggi sulla morte della 14enne Celeste Rivas Hernandez

Redazione

Luglio 22, 2026

«Non è solo un caso di cronaca, è una tragedia che si avvita in un labirinto di verità e menzogne». Così un testimone ha descritto ieri l’atmosfera tesa in tribunale, dove nuove prove hanno scosso il processo a D4vd, il giovane musicista accusato dell’omicidio di Celeste Rivas Hernandez. La ragazza, appena quattordicenne, fu trovata senza vita dopo la loro relazione. Fotografie inquietanti, messaggi compromettenti e filmati finora inediti sono emersi dalle indagini, offrendo uno sguardo più nitido su quanto accaduto. Mentre gli avvocati si confrontano duramente e i magistrati cercano di mettere ordine, il peso di ogni dettaglio sembra aumentare, trasformando l’aula in un teatro di tensione palpabile.

Fotografie e video che inchiodano il sospettato

Ieri sono state mostrate al giudice e alla corte alcune immagini che ritraggono il corpo senza vita di Celeste, divise in più parti. Sono scatti realizzati dalla polizia durante i sopralluoghi, che documentano le condizioni del cadavere ritrovato in diverse zone della città. Ogni foto racconta una parte della vicenda e fa luce sul modo in cui il presunto colpevole avrebbe cercato di nascondere il delitto.

Accanto a queste, è stato proiettato un video che mostra le operazioni di sequestro nell’abitazione del sospettato. Il filmato testimonia il lavoro della polizia scientifica mentre raccoglie tracce e indizi fondamentali. Si vedono gli oggetti sequestrati, tra cui telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici, che potrebbero contenere prove digitali decisive per ricostruire la dinamica dei fatti.

I messaggi tra vittima e imputato sotto la lente

Un altro tassello importante del processo sono i messaggi scambiati via chat tra Celeste e D4vd. Portati in aula dagli investigatori, questi scambi raccontano il rapporto tra i due, nonostante la differenza di età e le accuse formali. Il testo delle conversazioni mostra fasi diverse della relazione, momenti di tensione e forse indizi che fanno pensare a una premeditazione o almeno a una consapevolezza da parte dell’imputato sugli eventi che hanno portato alla tragedia.

Gli esperti informatici stanno setacciando i dispositivi per recuperare ogni messaggio, comprese eventuali registrazioni audio o video. È una fase delicata: ogni elemento può rafforzare l’accusa o aprire spazi alla difesa, ma di certo disegna un quadro di una relazione complessa, al centro di un contesto legale molto delicato.

La difesa resiste, l’aula si stringe nel dolore

Dall’altra parte, gli avvocati difensori hanno subito contestato la validità e l’interpretazione di molte prove, cercando di smontare le accuse con un’analisi puntuale del materiale e chiedendo nuove perizie. Hanno ribadito l’importanza di rispettare la presunzione di innocenza per tutto il processo.

Intanto l’atmosfera in aula resta carica di tensione. I familiari di Celeste seguono gli sviluppi con un misto di dolore e speranza, mentre l’accusa spinge per scavare a fondo in ogni elemento. Il giudice ha autorizzato l’ammissione di nuovi documenti e testimonianze nei prossimi giorni, segnando un passaggio decisivo nella raccolta delle prove. La vicenda tiene banco in città, tra la preoccupazione per la sicurezza dei giovani e il desiderio di giustizia.

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